sabato 18 agosto 2007

alla fine di questi giorni, dove il caldo soffoca anche l'iniziativa.
mi guardo attorno e tutto quello che pensavo contasse si è quasi volattilizzato, sparito come il vapore nell'aria.
non so se quella che provo è rabbia o solitudine, so di essere e di non avere, per questo non riesco a trovare un senso ai secondi che sto vivendo.
lei adesso la sento così lontana.
lui non esiste già da un pezzo.
lui non è mai esistito.
lui esiste in disparte.
io che mi rispecchio nell'esistenza di chi mi ama.io adesso che mi trovo sola, incazzata, un pò x tutto, un pò per niente...

arida è la terra dove poggio i piedi. quello che mi circonda non sente i miei poteri
fermarsi con stupore a guardare il mondo che corre.
capire, intuire, che la mia lentezza di reagire non ne ha voglia.
è la mia lentezza.
odio questa luce che scruta ogni mio gesto.
comincio il mio cammino lungo un sentiero spento.
il suono dei miei passi echeggia in sordi pensieri.
è ora di capire che la mia lentezza di reagire non ne ha voglia.
gurdami, non sarò mai così leggera e non sentire il peso,
di tutto ciò che mi dai e che non ho mai chiesto.
non scoprirai quel lato che sta in disparte ma che non si è arreso.
sarò sola e non vedrai come adesso farò a meno di te nella mia buona solitudine.

se non ho avuto il tempo di imparare,
se io non ho avuto il tempo di imparare...
10/05/05 ore 05:49

addio.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Una sola
Una parola
Semplice
Una parola
Una

Una parola
Il chiacchiericcio nauseabondo di chi inala certezze sul futuro

Una parola
Amore in morte. Il fraseggio altalenante di chi resta bulimico di vuoto

Una parola
Canto in morte. La sentenza isterica della cicala a chi trasuda rumori inutili

Una parola
Una sola

Vorrei dirtela
Ma non la sentiresti

akab ha detto...

negligentmind
la vita mi scorre addosso cerco un senso o forse più probabilmente fingo di cercarlo per celarmi dietro l'illusione di non vivere in un immobilismo aberrante; l'incocludenza ripudiata fa sì che mi crei un mondo mio che non è tuo e non è suo e neanche nostro. e in fondo non è neanche mio. che di questo universo parallelo non riesco a tracciare le coordinate. perdo la bussola continuamente e a volte ho paura di essermi perso e cerco di ritrovarmi ricorrendo all'autocentrismo. la confunsione pur tuttavia sopraggiunge puntuale ogni qual volta una minima convinzione si fa spazio nel disordine delle mie sinapsi. le redini del gioco non ce le ho. neppure la mia stessa esistenza riesco a condurla come vorrei. mi sforzo di tenermi in carreggiata ma mi sento preso dai fumi di troppo alcol assorbito e le corsie diventano troppe e non so quale sia la mia. e vado controsenso. in direzione contraria. nel senso giusto? sbagliato? intanto vado e non ho voglia di fermarmi

gioione

Anonimo ha detto...

...accade di non sentire..di perdersi..io lontana?solo confusa..
ti amo troppo per non sentirti..
non ho giustificazioni..
semplicemente e sinceramente ti dico..ho anteposto delle cose,delle persone,delle situazioni a te..
è brutto leggerlo e scriverlo..credimi..ma so che è stato un periodo..sbagliato..come tanti nel mio percorso..mi perdonerai..perchè mi ami anche tu..non potrei vivere senza questa certezza..
a prestissimo..